Verso la Grafia Veneta Legale: Istituto Lingua Veneta si riunisce per concorrere al bando di AV.

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Oggi 16 gennaio 2018, il direttivo di Istituto Lingua Veneta si riunirà per decidere se partecipare al bando per la Grafia Veneta Legale indetto da Aggregazione Veneta.

Istituto Lingua Veneta è un ente di autogoverno veneto che si occupa esclusivamente della lingua veneta in tutti i suoi aspetti, non solo quelli linguistici, ma anche culturali e nella formazione.

Istituto Lingua Veneta partecipa, come altri dodici enti, ad Aggregazione Veneta, mentre quest’ultimo è l’ente di rappresentanza dei diritti di minoranza nazionale del Popolo Veneto ai sensi della L.reg. Veneto n.28 del 2016. Sarà infatti Aggregazione Veneta l’ente decisore della Grafia Veneta Legale, che lo farà in virtù dell’autorità conferitagli dalla legge internazionale Convenzione-Quadro di cui alla L.n.302 del 1997.

Istituto Lingua Veneta invece è stato il primo ente storicamente noto ad aver chiesto il riconoscimento legale della lingua veneta, lo fece nel 1999 quando ancora si chiamava “Rinassimento Veneto”. Il lavoro svolto di promozione da allora è evidente, basti verificare che quello che oggi si legge su Wikipedia riguardo la Lingua Veneta è stato appunto quasi del tutto ripreso da quanto elaborato nel 1999 da Rinassimento Veneto.

Nella riunione di oggi ILV discuterà sostanzialmente se presentare una propria soluzione di grafia veneta legale al bando di AV, e se in tal caso confermare il DRAFT della grafia Veneta già elaborato negli anni scorsi.

La eventuale Grafia proposta da ILV sarà poi valutata dalla preposta Commissione di Aggregazione Veneta insieme alle altre proposte, in un piano di parità. Da evidenziare infatti che anche ILV è un ente rappresentativo partecipato, per questo non è escluso che le singole componenti possano presentare una propria grafia differente da quella di ILV .

La riunione odierna farà anche la verifica dei membri e delle cariche.

In questo momento infatti c’è l’intento comune di tutte le componenti sinfoniche dei Veneti di arrivare a chiudere l’annosa questione della grafia veneta con una delibera che decida la forma legale dello scrivere, la cui mancanza altro non fa che dare insussistenti scuse al mancato riconoscimento della lingua veneta. Infatti non c’è alcuna giustificazione al mancato riconoscimento della lingua Veneta stante che sono state riconosciute altre lingue minoritarie analoghe, come l’Occitano, il Sardo, il Ladino, che tuttavia non possono vantare la storicità, le pubblicazioni e l’ufficialità di uno Stato che la lingua Veneta può invece vantare senza alcun dubbio.

E’ chiaro che coloro che non si pongono l’obbiettivo di raggiungere una grafia veneta legale o che la ostacolano lo fanno non certo per impedire che si continui a fare la grave violazione dei diritti linguistici ed umani dei Veneti.

Loris Palmerini

fondatore di Rinassimento Veneto, presidente di ILV

Diritti Umani

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Collegamenti a documenti sui diritti umani

PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI CIVILI E POLITICI

http://www.repubblica.org/tribunale/veneto/X0006_Patto_diritti_civili.html

Protocollo Facoltativo relativo al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

http://www.nessunluogoelontano.it/wp-content/uploads/2013/06/Protocollo-Facoltativo-relativo-al-Patto-Int.-diritti-civ-e-pol..pdf

Secondo Protocollo Facoltativo relativo al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

https://liderazgoparalapaz.files.wordpress.com/2009/04/protocollo_opzionale_al_patto_internazionale_sui_diritti_civili_e_politici1.pdf

Piano Triennale diritti umani regione Veneto

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/Download.aspx?name=086a_seduta_-_allegato_334525.pdf&type=8&storico=False

 

Ai veneti i diritti di “minoranza nazionale”

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Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato il PDL 116 del 2016 che riconosce ai veneti il diritto di essere “minoranza nazionale”.

Purtroppo la legge risulta essere non pienamente potente come nella formulazione iniziale.

In particolare è stato rifiutato il ruolo di Istituto Lingua Veneta, e questo per un intervento di persone interessate a dirottare presunti fondi verso loro attività personali.

Non si era capito infatti che non ci sono fondi per nessuno, se non quelli che i comuni e gli enti locali  chiederanno al ministero del tesoro per attuare la legge.

Comunque un passo è stato fatto nell’alveo del diritto internazionale.

Ecco il pdl-116-legge-finale

http://www.parlamento.it/parlam/leggi/97302l.htm

IL PDL 116 al voto

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Il 29 novembre, dalle 14.30, il Consiglio Regionale del Veneto prenderà in esame il PDL 116.

Ecco la relazione introduttiva e il preambolo del testo presentato dai comuni .

A lato il testo approvato, si noti l’assenza della relazione introduttiva.

 

Testo originario

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Comunicato Stampa sul PDL RV 116/2016

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Riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA
Questa mattina (3-11-2016) si è riunita la I commissione del Consiglio Regionale (Veneto) per discutere del PDL116/2016 di iniziativa dei comuni di Resana, Segusino,Grantorto e Santa Lucia di Piave, in seguito sostenuta anche da S.Martino di Lupari, Santa Maria di Sala, Sossano ed altri. Il progetto di legge concerne, lo ricordo, l’attuazione al popolo veneto della convenzione internazionale sulle minoranze nazionali. Ad assistere  ai lavori lo scrivente dott. Luciano Gavin, sindaco di Grantorto, attuale rappresentante dei comuni proponenti, il già sindaco di Resana, Loris Mazzorato, primo firmatario in origine, e Loris Palmerini, principale estensore del testo di legge poi approvato dai consigli comunali.  All’apertura dei lavori della commissioni ho salutato la commissione con una breve presentazione, Palmerini ha poi richiamato alcuni punti salienti della legge, fra i quali la competenza attualmente esclusiva della regione. I consiglieri presenti, di maggioranza e opposizione non hanno sollevato alcuna problematica sul testo, e il presidente della Commissione, Marino Finozzi, ha sottolineato come esso, oltre ad aver ricevuto un nulla osta ed un apprezzamento giuridico da parte dell ufficio legislativo del Consiglio Regionale, abbia ricevuto la positiva impressione da parte dei consiglieri, anche per la valenza politica e di rappresentanza del territorio. Tuttavia Finozzi ha espresso la richiesta di un chiarimento e di un approfondimento sul delicato punto del finanziamento successivo ai nuovi impegni, fermo restando la questione della competenza regionale, e comunque il desiderio di sapere dove la “Convezione Quadro sulle minoranze nazionali” sia stata attuata, anche se ratificata da tutti gli stati. E’ intervenuto il consigliere Maurizio Conte, il quale ha sostenuto che anche qualora il Veneto fosse il primo ad attuare la norma questo sarebbe un motivo in più di orgoglio, e che comunque è urgente che la norma venga portata in Consiglio  per il voto per non rischiare che con l’eventuale approvazione della nuova Costituzione si tolga la esclusività della competenza alla Regione. Finozzi, dopo averne preso atto, ha ridato la parola a Palmerini, il quale ha sottolineato l’urgenza della delibera poiché, senza esprimere valutazioni pro o contro, la nuova costituzione essa introdurrà tre clausole di supremazia dello Stato centrale su tutte le materie della regione, anche quelle oggi esclusive, essendo quindi difficile capire l’impatto sul provvedimento. Il presidente della Commissione, Finozzi, ha rinviato la discussione in attesa di ulteriori dati informativi sui punti sollevati, pur nella consapevolezza che il pdl 116/2016 ha una grande valenza innovativa sul piano giuridico, scritto da mani competenti, e costituisce una innovativa forma di partecipazione istituzionale del territorio rappresentato dai sindaci.  Ricordo che già ieri è andata in onda su rete veneta una intervista di Roberto Agirmo del movimento di Indipendenza Noi Veneto che ufficialmente sostiene il progetto, e nella giornata di oggi un articolo sulla pagina 31 del Mattino di Padova.
Firmato
dott.Luciano Gavin, delegato permanente dei sindaci

Riferimenti

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si è posta alla Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Gorzelik et al v
Poland (no. 44158/98). La Grand Chamber, nella sentenza del 17 febbraio 2004, ha rigettato la prospettazione del
ricorrente in riferimento alla negata registrazione dell’associazione della minoranza slesiana (che chiedeva di essere
riconosciuta quale minoranza etnica ai sensi della legislazione polacca), affermando che la CEDU non può essere
interpretata alla luce della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali. Ciò che viola la
Convenzione quadro non per questo necessariamente viola la CEDU, pur rappresentando la Convenzione quadro il
principale ausilio interpretativo i tema di minoranze. Si tratta, è pur vero, di due convenzioni distinte e formalmente
non in rapporto di gerarchia tra loro, e dunque l’analogia rispetto al rapporto tra la costituzione e la l. 482/1999 non
è diretta, ma pare di potersi scorgere nell’atteggiamento della Corte di Strasburgo una maggiore attenzione a non
trasferire (neppure solo di fatto) ad altra fonte la funzione di parametro rispetto all’interpretazione della CEDU. http://archivio.rivistaaic.it/giurisprudenza/decisioni2/autori/palermo01.pdf

Diversamente dalla Carta delle lingue regionali e minoritarie, che offre tutela alle lingue praticate entro
confini ben precisi sul piano territoriale, la Convenzione-quadro dedica particolare attenzione alle lingue delle
minoranze nazionali, caratterizzate da un rapporto di collegamento originario con un gruppo nazionale il quale
non si identifica con il gruppo maggioritario.  Da “LE MINORANZE NELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE ITALIANO di
Daniele Trabucco”

“Dichiarazione sui diritti degli individui appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose o linguistiche”

In Human Rights Law Journal, 1993, p. 54

L’ Italia ha adottato la legge 15 dicembre 1999, n. 482, che detta le “norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”

http://www.giurcost.org/decisioni/2009/0159s-09.html

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